• Parità di genere, Maria e Florence: infermiere tra Torino e Nairobi

    Donne che lavorano nella sanità dal Nord e Sud del mondo, dal Piemonte al distretto di Nairobi, Kenya. Sono le voci di Maria, prima caposala laica all’ospedale Molinette di Torino che viene dal piccolo borgo di Poirino, e quella di Florence, capo-infermiera ferrista al Neema hospital, centro materno-infantile del Nord-Est della capitale keniota. È sugli obiettivi dell’Agenda 2030 legati alla salute (SDG3) e parità di genere (SDG5) che si concentra il progetto di storie, confronti e incroci delle ong World Friends e CrescereInsieme. Fonte: La Repubblica Clicca qui per leggere l’articolo completo su La Repubblica

  • Piemonte-Nairobi county, obiettivo parità di genere

    Sul Blog “Mondo Solidale” di Repubblica, sotto alla sezione “Diritti Umani”, si parla del progetto “Il Femminile di Uguale”. Il progetto nato grazie alla collaborazione tra il Consorzio delle ONG Piemontesi e le Associazioni World Friends e CrescereInsieme per promuovere tra i cittadini alcuni degli importanti 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile 2030 decisi nel 2015 dalle Nazioni Unite. “Il Femminile di Uguale”, attraverso le storie di donne a Nord e Sud del Mondo, tratta in particolare 5 Obiettivi, primo fra tutti quello per la Parità di Genere (SDG5), poi Buona Salute (SDG3), Istruzione di Qualità (SDG4), Lavoro dignitoso e crescita economica (SDG8), Ridurre le disuguaglianze (SDG10) – affrontando trasversalmente anche…

  • Rapporto SDGs 2019. Informazioni statistiche per l’Agenda 2030 in Italia.

    L’Istat presenta la seconda edizione del Rapporto sui Sustainable Development Goals (SDGs) adottati con l’Agenda 2030 il 25 settembre 2015 dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite. I 17 Sdgs stabiliscono dunque l’agenda fissata dalla comunità globale per porre fine alla povertà, proteggere il pianeta e assicurare prosperità a tutti entro il 2030 e si articolano in 169 sotto-obiettivi che fanno riferimento a diversi domini dello sviluppo relativi a tematiche di ordine ambientale, sociale, economico e istituzionale. A partire dal dicembre 2016 l’Istat ha reso disponibili, con cadenza semestrale, molti indicatori per l’Italia sulla piattaforma informativa dedicata agli SDGs del nostro sito. La piattaforma è attualmente popolata da 303 misure statistiche nazionali (di cui…

  • Raggiungere l’uguaglianza di genere e l’empowerment di tutte le donne e le ragazze.

    Mentre il mondo ha fatto progressi nella parità di genere e nell’emancipazione delle donne attraverso gli Obiettivi di Sviluppo del Millennio (tra cui la parità di accesso all’istruzione primaria per ragazzi e ragazze), donne e ragazze continuano a subire discriminazioni e violenze in ogni parte del mondo. La parità di genere non è solo un diritto umano fondamentale, ma la condizione necessaria per un mondo prospero, sostenibile e in pace. Garantire alle donne e alle ragazze parità di accesso all’istruzione, alle cure mediche, a un lavoro dignitoso, così come la rappresentanza nei processi decisionali, politici ed economici, promuoverà economie sostenibili, di cui potranno beneficiare le società e l’umanità intera. Fonte:…

  • Raggiungere l’uguaglianza di genere ed emancipare donne e ragazze: manca qualcosa all’obiettivo numero 5?

    In un saggio intitolato “Nessuna emancipazione senza diritti, nessun diritto senza politica”, redatto per il progetto di valutazione degli Obiettivi di sviluppo del millennio (MDGs), abbiamo affermato che: “…nell’agenda per lo sviluppo il progresso verso l’uguaglianza di genere e l’emancipazione  femminile richiedono sia un approccio basato sui diritti umani, sia appoggio ai movimenti femminili per poter dare ulteriore impulso ed energia all’agenda. Questi due elementi sono entrambi assenti nel MDG numero 3. L’emancipazione richiede un intervento attraverso varie dimensioni e settori: sul piano sessuale, riproduttivo, economico, politico, legale. Il MDG numero 3, invece, inquadra l’emancipazione femminile solo come riduzione delle disparità educative. Omettendo altri diritti e non riconoscendo i diritti…

  • L’Italia e il Goal 5: progressi sull’occupazione, ma la parità è ancora lontana

    Il Rapporto ASviS 2019 evidenzia un sensibile miglioramento per quanto riguarda il Goal 5 tra il 2010 e il 2017, il cui indicatore dopo la flessione nel 2016 ha ripreso a crescere grazie all’aumento della quota di donne negli organi decisionali e nei consigli di amministrazione delle società quotate in borsa. A livello territoriale la situazione migliora nella maggioranza delle regioni italiane, specialmente in Centro Italia. Rimangono, tuttavia, forti differenze territoriali tra il Nord e Sud del Paese, in particolare per quanto riguarda la quota di donne elette nel Consiglio Regionale e il rapporto tra i tassi di occupazione delle donne con figli in età prescolare e delle donne senza…

  • 2020: parità di genere, bulli e teenager

    Il 2020 sarà un anno cruciale per le donne, la parità di genere e la salute? Così sembra pensare, fino dal titolo dell’editoriale, la rivista scientifica Lancet. Nel numero di fine anno si sostiene che «lo sviluppo sostenibile non si può raggiungere senza parità di genere». E tra i 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibili decisi dall’Onu per il 2030 è il quinto, quello appunto sulla parità di genere, a risultare centrale. Ed è questo il fulcro anche del progetto europeo delle due Ong World Friends e Crescere Insieme dal titolo il femminile di uguale (www.ilfemminilediuguale.it). Laddove si intrecciano storie di donne con altri “Goal 2030” e in particolare Salute e Istruzione (SDG3…

  • Mind the 100 Year Gap

    È apparso l’ultimo ‘Global Gender Gap Report 2020’ pubblicato, come ogni anno, dal World Economic Forum. Una classifica dei Paesi, 153 presi in esame, sul gap di genere. Nessun Paese si avvicina alla parità di genere ma l’Islanda è al top seguita da Norvegia, Finlandia, Svezia. Poi vengono Nicaragua, Nuova Zelanda, Irlanda, Spagna, Rwanda e Germania. L’Italia è al 76° posto, era al 70°. I punteggi vengono assegnati su quattro grandi temi: economia, politica, istruzione, sanità. L’Italia è particolarmente penalizzata dalle opportunità e partecipazione delle donne. Il futuro? La previsione è che uomini e donne avranno le stesse opportunità e lo stesso trattamento nel mondo solo tra 99,5 anni; l’anno…

  • Le donne? Devono stare a casa per 1 italiano su 5. La realtà è che tra lavoro di cura e impegno professionale le donne lavorano molto di più degli uomini

    È quanto emerge dal sondaggio realizzato da Tecnè su “Donne e media: la sottile linea rossa della discriminazione di genere” presentato nel corso del confronto al Senato ‘Buone notizie Più voce alle donne’ promosso su iniziativa della vicepresidente del Senato Rossomando e dalla Sottosegretaria alla Salute Zampa che sottolinea: “Usiamo la specificità del pensiero femminile per cambiare le cose che non vanno” Donne ancora assorbite dal lavoro familiare e che per un italiano su cinque, ben oltre 8 milioni, dovrebbero restare a casa per prendersi cura dei figli senza lavorare fuori casa. Nella realtà le donne lavorano molto più degli uomini se si somma all’impegno professionale anche la cura della…

  • Gender gap: solo il 56,8% delle donne italiane lavora. La parità di genere è ancora lontana

    Secondo i dati Eurostat 2018, l’anno scorso quasi una donna su tre era a casa e non era interessata ad entrare nel mercato del lavoro, contro una media europea inferiore al 20%. Nonostante i più recenti dati Eurostat mostrino una crescita del tasso di attività delle donne italiane, il dato resta comunque il più basso in Europa, segno che la parità di genere continua ad essere un miraggio – sia che si parli di retribuzione, sia che si parli di percentuali di impiego. È l’Istat nel Report sui differenziali retributivi in Italia per l’anno 2017 a mostrare un trend in calo nella differenza di retribuzioni negli ultimi anni – con un +7,4%…